Novità sulla successione dal 1° gennaio 2025 (D.Lgs. n. 139/2024)
Dal 1° gennaio 2025 entra in vigore il D.Lgs. n. 139/2024, che introduce questi cambiamenti:
Documenti più facili
Non serve più chiedere i certificati di morte o di stato di famiglia: basta un’autocertificazione.
Nella dichiarazione di successione non si devono più allegare gli atti di vendita degli ultimi 6 mesi né tutta la documentazione catastale.
L’invio dei documenti avviene soltanto online (piattaforma telematica), entro 12 mesi dall’apertura della successione, e basta la firma di un solo erede.
Autoliquidazione dell’imposta di successione
Per le successioni aperte dopo il 1° gennaio 2025, è l’erede (o il legatario) che calcola e paga direttamente l’imposta quando presenta la dichiarazione.
Per le pratiche anteriori al 1° gennaio 2025, continua a occuparsene l’Agenzia delle Entrate.
Come si calcola l’imposta
Si applica il sistema già previsto dal Testo Unico dell’Imposta di Successione e Donazione: l’imposta si calcola sul “valore netto” della quota di eredità o del legato.
Al valore lordo dei beni (case, terreni, aziende, titoli, imbarcazioni, ecc.) si sottraggono i debiti certi (mutui, spese funebri, crediti documentati).
Poi sulle singole quote si applicano franchigie e aliquote diverse in base al grado di parentela:
- Coniuge e figli - Franchigia € 1.000.000 per erede - Aliquota oltre franchigia 4%
- Fratelli e sorelle - Franchigia € 1.000.000 - Aliquota oltre franchigia 6%
- Altri parenti fino al 4° grado- Franchigia nessuna - Aliquota oltre franchigia 6%
- Affini in linea collaterale fino al 3° grado - Franchigia nessuna - Aliquota oltre franchigia 6%
- Tutti gli altri soggetti - Franchigia nessuna- Aliquota oltre franchigia 8%
Eccezione per disabilità grave (L. 104/1992): chi ha una “disabilità grave” non paga imposta sui primi € 1.500.000 ereditati; l’aliquota (4 %, 6 % o 8 %) si applica solo sulla parte eccedente.
Pagamento a rate: Se l’imposta dovuta supera € 1.000, si può pagare a rate: subito il 20 % e il resto in 8 o 12 rate trimestrali.
L’imposta ipotecaria e catastale sugli immobili va pagata subito.
Agevolazione per i giovani eredi: Se l’unico erede ha meno di 26 anni, può chiedere alle banche di sbloccare i soldi del conto intestato al defunto prima di presentare la dichiarazione di successione. In questo modo le regole sulla successione diventano più snelle e veloci, sia per chi riceve l’eredità sia per chi deve gestire le pratiche.
Ecco qualche spunto in più che può tornarti utile:
Occhio alle scadenze e alle sanzioni
Ricorda che la dichiarazione va inviata entro 12 mesi dall’apertura della successione. Se sgarri, scatta una sanzione che va dallo 0,2 % all’1,8 % dell’imposta non pagata per ogni mese di ritardo. Se però ti metti in regola entro 14 mesi, puoi beneficiare di uno “sconto” sulle penalità.
Firma digitale e SPID
Per l’invio telematico serve la firma digitale di uno degli eredi: oggi è facilissimo ottenerla, ad esempio con lo SPID. In questo modo eviti di spostarti e fai tutto online in pochi click.
Ruolo del consulente o del notaio
Anche se puoi fare gran parte in autonomia, un professionista (notaio, commercialista o consulente finanziario) ti aiuta a:
- Verificare che tutti i documenti siano corretti
- Calcolare esattamente l’imposta e le rate
- Ottimizzare le franchigie (soprattutto per titolari di disabilità o giovani eredi)
Esempio pratico
Immagina che un figlio unico erediti una casa dal valore netto di 400.000 € (dopo aver sottratto un mutuo residuo di 100.000 €). Ha una franchigia di 1.000.000 € per i figli, quindi non paga imposta di successione su quei 300.000 €. Invece, per una casa di valore netto di 1.200.000 €, pagherebbe il 4 % solo sui 200.000 € eccedenti, cioè 8.000 € di imposta.
Strumenti online
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate trovi un “calcolatore” per l’imposta di successione e una guida passo‑passo per la compilazione telematica: basta inserire i dati dei beni, delle franchigie e del mutuo, e il sistema ti dà subito l’importo.
Consiglio finale
Anche se le regole sono diventate più semplici dal 2025, la materia resta complessa. Prima di inviare la dichiarazione, controlla sempre:
- Che tutti i beni siano stati correttamente valutati.
- Che tu abbia considerato tutte le franchigie possibili.
- Che la firma digitale e i dati anagrafici siano aggiornati.
Così potrai chiudere la pratica in tranquillità, senza sorprese e con la sicurezza di aver fatto tutto secondo legge.
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