È giustificato un rialzo così importante? Tutti hanno paura della guerra, della sospensione delle forniture di gas a causa del conflitto in corso. Ma è proprio colpa di Putin o qualcuno sta approfittando della situazione per speculare in maniera straordinaria e ottenere ritorni da sogno?
Guardiamo alla cronaca: i rialzi delle ultime ore del prezzo del gas sono soprattutto legati alla notizia dello stop temporaneo di tre giorni all’erogazioni del gas per manutenzione. Il lavoro programmato comincerà il 31 agosto, ed è stato ufficializzato da Gazprom.
Molti analisti hanno dubbi sulla riapertura dopo la manutenzione o addirittura pensano che possa essere soltanto una scusa per mettere in difficoltà l’occidente. Ma se osserviamo il recente passato lo scenario appare diverso da come viene dipinto.
A guardare i dati sul sito Nord-stream emergono considerazioni molto chiare: le chiusure per manutenzioni ci sono sempre state, esattamente come si sta facendo in queste ore. Anzi, nel 2022 i dati ci dicono che siamo sotto la media. A fine luglio, nel 2018 erano stati 14 i giorni di chiusura; 15 nel 2019; 12 nel 2020; 10 nel 2021; 10 nel 2022. Insomma, Nord-stream e Gazprom stanno facendo esattamente ciò che hanno sempre fatto: garantire, almeno fino a prova contraria, il trasporto del gas naturale proveniente dalla Russia occidentale che poi viene distribuito nella rete del gas europeo.
E allora perché tanto allarme se non per speculare sul prezzo del gas?
Le autorità di controllo dovrebbero intervenire. Se, come crediamo, il 3 settembre prossimo le attività di Nord-stream riprenderanno regolarmente, tutto quello che sta accadendo al prezzo del gas ha soltanto un’identità speculativa, niente di più. Ma una situazione del genere non è più sostenibile. È ora che le autorità europee, se esiste un’autorità europea, intervengano in maniera decisa sui mercati nei confronti di chi specula. Non si possono più giustificare rialzi così importanti come quelli a cui stiamo assistendo. |